Istituto Rudy Lanza - Alta formazione in Naturopatia

Istituto Rudy Lanza - Catalogo bibliografico delle tesi

Gli abstracts delle tesi in Naturopatia elaborate presso l'Istituto Rudy Lanza

Il latte: effetti e conseguenze sull’organismo umano.

Autore/autrice
Oberoffer Chiara
Anno
2008
Numero
1117

Abstract

Il latte è l’alimento destinato ai cuccioli di tutti i mammiferi. Ogni specie produce un latte con caratteristiche e componenti particolari, adatti alla crescita del piccolo di quella determinata specie. Anche il primo alimento dei cuccioli di uomo, quindi, è rappresentato dal latte materno.

Non sempre, però, la madre produce latte a sufficienza per nutrire adeguatamente il bimbo, così, se in natura esiste l’allattamento di gruppo o la così detta balia, nella nostra società esiste l’allattamento artificiale. Spesso, però, oggi si ricorre a questo tipo di allattamento anche quando non ce n’è veramente bisogno per mancanza di tempo o altre problematiche.

Visto che il latte è l’alimento che fa crescere e sviluppare il neonato, si pensa che esso sia un alimento importantissimo, soprattutto per i bambini. Per questo motivo si è soliti passare dal latte materno o artificiale, al latte di mucca.

In realtà la composizione del latte materno umano è molto diversa da quella del latte vaccino, essendo, questo, specifico per il vitello. Sembrerebbe, inoltre, che l’uomo originariamente non era in grado di digerire il latte a causa della mancanza dell’enzima lattasi, indispensabile per scindere il lattosio in glucosio e galattosio. Fu solo durante le prime migrazioni di pastori dal Medio Oriente all’Europa centrale che, a causa di una mutazione genetica, l’uomo ebbe la capacità di digerire il latte. In questi territori, infatti, i casi di rachitismo erano molto alti per la ridotta esposizione solare. In questo modo vennero selezionati i soggetti in grado di digerire il latte e assorbirne il calcio e le vitamine.

Essere intolleranti al latte, quindi, non è un’eccezione, ma la normalità. Le popolazioni dell’Asia, dell’Africa e dell’ America meridionale, infatti, non tollerano il latte, mentre una buona tolleranza si ha nell’Europa centrale e, in Italia, nei dintorni della zona alpina.

Uno dei motivi principali per cui il latte è vivamente consigliato anche in età adulta e il contenuto di calcio. La quantità di calcio presente nel latte vaccino è molto più alta rispetto a quella presente nel latte materno. Non è, però, tanto importante la quantità di calcio ingerita, quanto quella che viene effettivamente assorbita e utilizzata dall’organismo.

L’assorbimento del calcio, dipende, infatti, da vari fattori tra cui la presenza di vitamina D, del fosforo, delle fibre e delle proteine. Senza contare che consumare grossi quantitativi di proteine animali porta ad una perdita di calcio e magnesio e altri minerali basici utilizzati dall’organismo per tamponare l’acido derivante dalla digestione di questo tipo di proteine.

Inoltre il latte, per le sue caratteristiche chimiche e le reazioni che subisce all’interno del nostro organismo, è un alimento che tendenzialmente produce residui colloidali e ha, quindi, effetti di accumulo su tutti gli organi, ma soprattutto sul sistema ghiandolare, sull’apparato respiratorio e digerente. Sono molti, infatti, i disturbi e le patologie che sembrerebbero essere in qualche modo collegate all’eccessivo consumo di latte e latticini.

Fonti

Bibliografia:

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  • Il latte - Un alimento da evitare Anne La roche de Rosa Ed. L’età dell’acquario 2007
  • Il mal di latte - un percorso per la guarigione Lorenzo Acerra 2002
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Sitografia:

  • www.disinformazione.it ­
  • www.drmcdougall.com
  • www.promiseland.it/inchieste/latte/latte2.php
  • www.notmilk.it
  • www.latte.it
  • www.scienzavegetariana.it/nutrizione
  • www.vitadidonna.it
  • www.specialtylabs.com
  • www.formaggio.it