Essenze floreali del bush australiano
- Autore/autrice
- Piantella Mariagrazia
- Anno
- 2005
- Numero
- 1044
Abstract
Il mio primo approccio con la floriterapia è stato abbastanza imbarazzante e risale a circa sei anni fa quando aprii la mia erboristeria. All’epoca la mia conoscenza dei fiori era pressoché nulla, sapevo solo cos’erano, come si preparavano un po’ come agivano. Un bel giorno arriva da me un cliente che mi chiede un fiore di Bach, precisamente si trattava di Chestnut bud, ovviamente mi chiese degli approfondimenti che io non riuscii a dare con notevole imbarazzo. Questo evento fece scattare qualcosa dentro di me; il kit, che da qualche mese avevo acquistato e che fino a quel giorno avevo parcheggiato su uno scaffale in retrobottega, diventò il centro del mio interesse. Inizia a studiarli e un po’ alla volta a consigliarli ai clienti. Poco tempo dopo gli eventi mi portarono a frequentare un corso specifico sulla floriterapia del Dr. Bach tenuto da Alain Toubert e lì successe qualcosa di speciale.
Frequentare le lezioni di Toubert mi portò ad affrontare una profonda crisi provocata, probabilmente, sia dal profondo impatto emotivo che Toubert stesso sa provocare, sia dall’uso personale di un fiore e precisamente Water violet uscito fuori come risultante dal test che l’egregio maestro ci fece obbligatoriamente compilare.
Dopo circa una settimana di utilizzo del fiore iniziai ad avere delle difficoltà nel rapportarmi con i clienti, era come se mi avesse provocato una certa insicurezza nel decidere il rimedio più adatto alla problematica del cliente. Qualche giorno dopo la cosa si risolse brillantemente e in me avvenne un grande cambiamento: riuscivo finalmente ad essere aperta verso gli altri e ad ascoltarli veramente mettendomi al loro livello. Questo cambiò totalmente il mio lavoro.
Quello che prima era un approccio essenzialmente basato su nozionismo tecnico si trasformò in un approccio empatico. I freddi protocolli relativi ad ogni problematica vennero sostituiti da un qualcosa di poco tangibile ma tuttavia ben presente che scaturiva dal soggetto stesso che avevo davanti. Quel fiore mi aveva fatto fare un grande passo in avanti, potevo sentire l’emozione della persona permettendomi un approccio emotivo. Che miracolo mi fece quel fiore! Mi fece addirittura ricordare come ero e mi sentivo da bambina. Ero, infatti, una bambina calma, silenziosa, tendevo a fare tutto da sola, sempre in ordine, ricercavo consciamente dei momenti di totale isolamento dal mondo per poter così sentire me stessa, i miei pensieri. Riuscivo senza notevoli difficoltà a giocare con gli altri bambini, ma non era per me una cosa essenziale, non amavo i luoghi affollati ma ricercavo piuttosto il contatto con la natura; mia grande passione era arrampicarmi sugli alberi e stare lì per qualche ora. Ero veramente un Water violet. Touber aveva colto nel segno e l’aver assunto questo fiore costituzionale mi fece veramente cambiare prospettiva.
Da allora il mio interesse crebbe nel tempo ed ora rappresenta il trattamento che preferisco applicare su tutte quelle persone che cercano un qualcosa in più che non sia la semplice vendita. Con il tempo il mio interesse per la floriterapia mi portò a curiosare anche verso fiori provenienti anche da altre zone del mondo.
Mi accadeva infatti che alcune persone trattate con le essenze Bach non riuscissero ad andare oltre ad un certo risultato, era come se fossero bloccate da qualcosa che non permetteva loro di evolvere. Iniziai ad utilizzare altri fiori e mi accorsi che spesso smuovevano il soggetto permettendogli di continuare il suo riequilibrio emozionale.
Sono a conoscenza del fatto che alcuni terapisti ritengono inutili tutte le essenze che esulino dai Bach, la stessa Barbara Mazzarella nel suo libro “La grande guida alla floriterapia” afferma: “Premetto che io uso solo i rimedi scoperti dal Dr. Bach. In anni di lavoro non mi sono mai trovata nella sconcertante mancanza del rimedio adatto ad una specifica occasione.” ( “La grande guida alla floriterapia”, pag 260, ed. Xenia). Jan White afferma. “negli ultimi secoli, la conoscenza delle proprietà terapeutiche delle essenze floreali è andata notevolmente perduta, in particolare nel mondo occidentale. Fu il Dr. Bach (1886-1936), moderno pioniere delle essenze floreali, a ripristinare l’uso di questi rimedi. Il tempismo della vita e del lavoro di Bach è stato perfetto. La sua comprensione delle piante e delle relative proprietà ha anticipato l’attuale momento di maggiore consapevolezza, tanto da consentire alle persone di familiarizzare con il concetto delle essenze floreali, una forma terapeutica straordinaria. Al di là delle meravigliose proprietà curative delle prime essenze subito dopo la sua morte, la ricerca sulle essenze languì. In Inghilterra, paese da sempre legato alle tradizioni , si diffuse una sorte di deferenza nei confronti dei rimedi floreali di Bach, che venivano considerati di per sé compiuti. Oggi però a sessant’anni di distanza, sappiamo che questi rimedi pionieristici non erano indirizzati ad ambiti così fondamentali per la società moderna, come per esempio la sessualità, la comunicazione, la capacità di apprendimento, la creatività e la spiritualità” (Le essenze floreali australiane, pag. 3, ed. Tecniche Nuove). Penso del resto che le scelte che ogni uno di noi effettua siano sintonizzate con la realtà più affine. Nell’ultimo decennio la ricerca si è notevolmente sviluppata in diverse parti del mondo, poiché ormai i tempi sono maturi per far annoverare la floriterapia tra i più importanti mezzi di trattamento olistico.
Ogni area geografica è impermeata da un certo tipo e livello di energia per non contare poi delle peculiarità presente in ogni individuo vegetale.
Essenze di una stessa specie possono dare risultati notevolmente diversi.
Ciò può essere dovuto a diversi fattori:
- zone di crescita diverse
- preparazione delle essenze da parte del produttore con metodologie diverse.
L’elemento variabile risulta essere uno soltanto: l’energia. Ogni singolo fiore presenta caratteristiche fisiche diverse che lo rendono unico e diverso nei particolari da tutti gli altri fiori della stessa specie e la stessa diversità viene rispecchiata anche a livello energetico. Un particolare habitat e terreno crea delle differenze di adattamento che si ripercuotono anche a livello energetico sul singolo fiore. Si può generare individui simili ma differenti a livello biochimico e conseguentemente anche a livello energetico. Quando parlo di campo energetico intendo quello che Steiner chiamava corpi sottili, perché secondo me, è di questo che si tratta. Steiner afferma: “L’uomo ha in comune con il mondo minerale il corpo fisico, con il mondo vegetale il corpo eterico e con il mondo animale il corpo astrale mentre l’io, il sé spirituale, lo spirito vitale e l’uomo spirito sono specificatamente umane. Come la luce appare in sette colori e il suono in sette note, così la natura umana unitaria appare nei sette elementi menzionati” (da “La scienza occulta” di R Steiner, pag. 20, ed. I libri del Graal).
Altro fattore che può modificare l’effetto di una essenza è il modo di trasferire l’energia sottile dal fiore all’acqua, in questo caso può cambiare il tipo di informazione energetica contenuta nell’essenza finale.
Concludendo, ogni variabile soggettiva, ambientale o di produzione può far scaturire delle differenze nell’informazione energetica delle essenze finali derivanti dallo stesso tipo di fiore.
Tutte le diverse collezioni di fiori oggi presenti sul mercato si ispirano ai principi della floriterapia di Bach, scopritore e pioniere di questa straordinaria disciplina. Ormai sui fiori di Bach si sono scritti numerosissimi libri, molto meno conosciuti sono invece i numerosissimi rimedi sorti in seguito, dopo gli anni settanta, grazie alla scoperta di ricercatori che hanno saputo cogliere le proprietà terapeutiche dei fiori dei loro paesi. Nascono così i fiori californiani, italiani, alaskesi, indiani, francesi, australiani e altri ancora.
Generalmente è molto meglio utilizzare le piante locali per curare gli abitanti di una determinata zona, poiché ne condividono l’ambiente e sono in armonia con il territorio e con le persone che ci vivono. In molti paesi però, la popolazione locale non si avvale delle essenze delle piante che crescono sulla terra che le è propria.
Le nuove collezioni nascono quindi per un duplice ordine di motivi. Prima di tutto per valorizzare la flora dei paesi del mondo, ispirandosi al concetto che poche decine di fiori tipici di alcune aree dell’Inghilterra non siano sufficienti ad esaurire l’immensa varietà della flora mondiale; in secondo luogo si prefiggono di affrontare il maggior numero possibile di stati d’animo.
Fonti
- “Le essenze floreali australiane” di Jan White ed. Tecniche Nuove 2004.
- “Bush Flower Healing” di Jan White, ed. Bantam Books 1999.
- “ Le stelle del dottor Bach” di Alain Toubert, ed Espace Bleu 1995.
- “La grande guida alla floriterapia” di Barbara Mazzarella, ed. Xenia 1998.
- “La scienza occulta” di Rudolf Steiner, ed. I libri del Graal 1990.
- “Il linguaggio degli organi” di Anna Zanardi, ed. Tecniche Nuove 2001.
- “L’energia terapeutica dei fiori” di Susy Chiazzari, ed. Tecniche Nuove 2002.