Metodi Naturali in Sessuologia
- Autore/autrice
- Rangoni Francesco
- Anno
- 2006
- Numero
- 1021
Abstract
Ritengo opportuno suddividere questo lavoro in tre parti nel tentativo di presentare le argomentazioni con la maggior chiarezza espositiva possibile.
Nella prima parte ci occuperemo dei quattro aspetti fondamentali del funzionamento del vivente che, quando presentino una buona integrazione, costituiscono il presupposto fondamentale per un corretto e soddisfacente comportamento sessuale.
Intendo riferirmi, per capirci, alla componente relazionale, a quella emotivo/espressiva, a quella vegetativa, e a quella energetica. Nella seconda parte, ci occuperemo della modalità in cui, a seguito di un conflitto col mondo, si crea e si sviluppa un comportamento disturbato. Nella terza parte concluderò il discorso occupandomi degli aspetti diagnostici e del trattamento naturale integrato di eventuali problemi di ordine sessuologico.
Per affrontare con vantaggio i temi relativi alla funzione sessuale, alle patologie correlate e ai possibili rimedi, conviene riflettere preliminarmente su due modalità di pensiero che, per quanto abituali, si rivelano limitanti nel nostro campo specifico.
Intendo con questo riferirmi al “pensiero in bianco e nero” e al “pensiero rigido”.
Per ciò che attiene il primo tipo risulta frequentissimo, di fronte ad una decisione, assumere come uniche le due strade opposte e divergenti. Riusciamo solitamente a considerare solo la destra contrapposta alla sinistra, il si o il no, il torto o la ragione, il bianco o il nero. Con ciò ci neghiamo ovviamente tutto l’insieme delle possibilità intermedie che, a volte, potrebbero rappresentare soluzioni là dove si pensa che non ve ne siano, o graduazioni delle nostre azioni rendendole più raffinate. Valga per tutti un esempio come il seguente.
Dovendo praticare un massaggio a un nostro paziente potremo pensare ad una sessione lunga o corta, a una azione superficiale o profonda, a una zona grande o piccola, ad un ambiente caldo o freddo, al nostro contatto o al distacco nei confronti del paziente, al contatto o al distacco del paziente con se stesso e via discorrendo.
Se tuttavia prendiamo in considerazione un singolo parametro dell’azione, ad esempio la profondità del massaggio, possiamo pensare ad una gradualità molto più ampia di quella ricordata (superficiale o profonda) e che potrà partire dalla semplice osservazione della zona da trattare, sia da parte nostra che da parte del paziente (in effetti già si tratta di un contatto come può essere sancito dall’espressione “carezzare con gli occhi”) per poi proseguire con toccamenti, con lievi sfregamenti, con piccole pressioni, con interruzioni dell’azione, con pressioni più decise, con richieste di contrazioni muscolari volontarie da parte del paziente così da aumentare la resistenza della zona, con pressioni ancora più potenti, con vibrazioni, ecc.
Ci accorgiamo, così facendo, che non compiamo più soltanto azioni superficiali o profonde bensì tutte le possibili azioni intermedie.
Se ora immaginiamo di incrociare queste azioni con la graduazione degli altri parametri ricordati (tempo, contatto, temperatura ecc.) il livello di complessità e raffinatezza del nostro massaggio aumenterà considerevolmente.
Tenendo conto di questa modalità siamo usciti dalla polarità “bianco/nero”, abbiamo preso in considerazione i grigi intermedi e abbiamo introdotto nella nostra azione la modalità del dosaggio. Quanto ciò possa essere rilevante in una azione terapeutica mi sembra fuori discussione. Per ciò che attiene il secondo tipo di pensiero, quello cioè che ho definito rigido, intendo riferirmi al fatto che, essendo abituati a percepire la realtà in termini assoluti, il nostro modo di pensare non può che subirne le conseguenze.
Se prendiamo in mano una sigaretta non abbiamo nessun dubbio sul fatto che effettivamente si tratti di una sigaretta e, in linea di massima, le cose stanno proprio così. Tuttavia per poter percepire quell’oggetto come tale abbiamo inconsapevolmente svolto una operazione di “classificazione” e cioè lo abbiamo fatto appartenere alla classe degli oggetti che servono per fumare così come, ad esempio, la pipa, il sigaro, ecc.
Sta proprio in questa azione tutto sommato abitudinaria ma anche arbitraria la questione della rigidità della nostra percezione.
Pensiamo ora ad altre classi possibili di oggetti come, ad esempio: le figure geometriche solide, gli oggetti bicolore, gli oggetti che servono per scaldare, gli oggetti che servono per illuminare, ecc. Se togliamo la nostra sigaretta dalla classe degli oggetti che servono per fumare e la facciamo appartenere, di volta in volta, a una delle quattro classi precitate questa diventerà rispettivamente: un cilindro, un oggetto bicolore, un piccolo fuoco, una piccola lampada.
Liberandosi da un modo di percepire assoluto il nostro pensiero può evolvere da rigido ad elastico e aprire un universo grandissimo di possibilità di azione.
La sigaretta usata come tale può avviare lo sviluppo di un cancro ai polmoni ma, se viene percepita come un piccolo fuoco, può essere usata per una sessione di moxibustione che, a sua volta, può favorire uno stato di salute.
Con quest’ultima operazione, di far appartenere la sigaretta ad una classe insolita, abbiamo operato una “ristrutturazione dell’oggetto“ e scoperto una sua ulteriore possibilità funzionale. La stessa operazione può essere fatta con i sintomi o le manifestazioni patologiche esattamente come se fossero essi stessi degli oggetti.
Siamo abituati a considerare l’eiaculazione precoce come un “oggetto” appartenente alla classe degli “eventi indesiderabili”; proviamo ora a ristrutturare questo oggetto facendolo appartenere alla classe degli “eventi desiderabili”. Se non avremo risolto il problema avremo sicuramente diminuito il livello d’ansia del nostro paziente e ciò può costituire la precondizione per l’avvio di una azione terapeutica efficace.
Ci si chiederà tuttavia come sia possibile considerare l’eiaculazione precoce come un evento desiderabile e allora basterà pensare che le donne orientali valutano questa reazione maschile come segno inequivocabile della loro avvenenza e capacità di suscitare il desiderio dell’uomo.
In conclusione, dopo quanto detto, possiamo considerare il pensiero in bianco e nero e il pensiero rigido come due pericolose trappole che, se ci si pone nell’ottica di migliorare la salute di chi ce lo chiede, conviene abbandonare per scoprire nuove possibilità, sulla base di una maggiore elasticità e mobilità che, ad esempio, ci permetteranno di introdurre i concetti di “dosaggio” e di “ristrutturazione”.
Fonti
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