Istituto Rudy Lanza - Alta formazione in Naturopatia

Istituto Rudy Lanza - Catalogo bibliografico delle tesi

Gli abstracts delle tesi in Naturopatia elaborate presso l'Istituto Rudy Lanza

Il metodo Kousmine

Autore/autrice
Moine Veridiana
Anno
2006
Numero
1018

Abstract

In questa tesi viene descritto il metodo Kousmine che è stato ideato dall’omonima dottoressa negli anni 30. Ho deciso di trattare questo argomento in quanto l’alimentazione è sempre stato un mio particolare interesse, ho cercato e poi provato diversi tipi di dieta e sono contenta di aver trovato questo metodo che mi serve soprattutto come stile di vita. Ero alla ricerca di un metodo efficace e duraturo ma soprattutto scientifico e pratico e credo che il metodo Kousmine rappresenti tutto questo. Sentii parlare di questo metodo per la prima volta durante le lezioni di Nutrizione Ortomolecolare tenute dal naturopata D.Santagà che seguii nei corsi di studi nell’ormai lontano 2003. Il metodo era stato presentato come cura alla disbiosi e all’acidificazione; l’acidificazione infatti crea disbiosi perché altera la flora batterica. È un metodo che può essere utilizzato da tutti i soggetti, senza particolari restrizioni.

In breve il metodo applica i principi fondamentali della naturopatia: cura della disbiosi, controllo dell’acidificazione, cura nell’alimentazione naturale ed integrazione nutrizionale di vitamine, minerali.

L’elemento fondamentale del metodo per quello che riguarda l’alimentazione è la crema Budwig che prevede l’utilizzo di proteine (formaggio magro oppure yogurt), olio di girasole e di semi di lino (omega3), zuccheri semplici (banana molto matura, frutta fresca a pezzi), semi oleosi appena macinati, e cereali crudi appena macinati. Questa crema permette l’apporto di zuccheri e quindi si evita di andare in ipoglicemia che potrebbe alterare le funzioni nervose. Al mattino è consentito effettuare una colazione da “Re”, in quanto gli organi digestivi sono più forti e i livelli di insulina sono bassi perché per circa 12 ore (la notte) il corpo rimane senza cibo; inoltre se si incorre in un errore alimentare è meglio farlo il mattino in quanto c’è tutta la giornata a disposizione per smaltirlo.

Secondo il metodo il pranzo deve essere da “Principe” dove vengono consumate per un quarto, cereali, per un quarto verdure cotte, per un quarto verdure crude e per l’ultimo quarto proteine. La cena invece deve essere da “Poveri” con un terzo di verdure, un terzo di cereali ed infine un terzo di verdure cotte al vapore, in questo modo non ci si sovraccarica nel periodo notturno dove non si svolge alcuna attività.

È fondamentale inoltre avere una corretta igiene intestinale al fine di evitare squilibri nella flora batterica.

Nell’intestino crasso risiedono i batteri anaerobici (ambiente acido) mentre quelli di tipo aerobico (ambiente alcalino) sono situati nell’intestino tenue. L’equilibrio dei batteri “buoni” e “cattivi” si mantiene con la stabilità del Ph, il quale si modifica con lo stress e con l’alimentazione. I tre momenti relativi alla pulizia dell’intestino e della correzione della disbiosi sono i seguenti:

a) Pulizia del crasso tramite l’utilizzo del perossido di magnesio che libera ossigeno in quanto i batteri sono anaerobici; è localizzato in basso a destra a livello della valvola ileo-cecale dove avviene la fermentazione dei carboidrati.

b) Pulizia del tenue tramite l’utilizzo di oli essenziali di chiodi di garofano (contiene fenoli), di tea tree oil e di propoli in tintura madre; è localizzato nella parte medio-alta della pancia e dove avviene la putrefazione delle proteine soprattutto nel colon sinistro.

c) Reimpianto della flora batterica tramite utilizzo di pre-biotici e di pro-biotici; i primi sono sostanze non digeribili di alcuni alimenti che stimolano l'azione benefica sull'ospite promuovendo la crescita di una o più specie batteriche quindi di fibre idrosolubili quale l’inulina ( oligofruttosaccaride). I prebiotici sono carboidrati non digeribili la cui proprietà è quella di favorire nel colon lo sviluppo della microflora probiotica. Mentre i probiotici sono microrganismo viventi che esercitano un effetto positivo sulla salute dell'ospite con il risultato di rafforzare l'ecosistema intestinale, sono quei batteri che superano la barriera gastrica e biliare ed arrivano vivi e vitali nell’intestino, si insediano e colonizzano, rafforzano le difese immunitarie.

La lotta all’acidificazione invece avviene a tavola mangiando molta verdura e molta frutta, occorrono almeno 500/600 gr di verdura e frutta al giorno, distribuita nei tre pasti principali. Poiché a volte non è possibile consumare questi quantitativi è necessario effettuare un integrazione di citrati alcalini (polvere di minerali basici) e di carbonati e bicarbonato (es. Basenpulver). Con un elevata acidosi si indebolisce l’osso perché il calcio viene utilizzato per tamponare l’acido. I minerali devono essere assunti con dei trasportatori quali: citrato, carbonato. Il citrato consente una migliore entrata del minerale nella cellula mentre il carbonato entra poco e quindi non essendo assimilato, affatica il rene nello smaltimento dei residui di rifiuto. È bene fare l’integrazione per un periodo lungo di circa 2/3 mesi a piccole dosi in quanto lo scarico di tossine che provocano è notevole. Un integrazione leggera invece prevede l’uso dei centrifugati di mela e/o carota di 2/3 bicchieri al giorno lontano dai pasti; è meglio l’uso dei citrati in inverno mentre d’estate è possibile ossigenare (tamponando gli acidi deboli) molto con camminate all’aria aperta e si può mangiare più frutta e verdura.

Un altro strumento fondamentale per il metodo Kousmine è l’utilizzo degli acidi grassi essenziali. Questi servono per ricostruire i tessuti, sono i precursori delle prostaglandine, aiutano nelle malattie della pelle, nelle malattie cardio vascolari, nel diabete, nella sindome pre-mestruale, nel contrastare i tumori e l’artrite reumatoide.

Gli acidi grassi essenziali detti anche A.G.E. furono scoperti nel 1929 e vennero chiamati vitamina F.

Esistono tre tipi di acidi grassi; saturi dove ogni legame è unito ad un atomo di idrogeno, a temperatura ambiente solidificano; monoinsaturi (detti anche omega 9) dove ogni 9 atomi di carbonio manca un atomo di idrogeno e c’è un doppio legame di carbonio; polinsaturi (omega 3 ed omega 6) dove rispettivamente ogni 3 ed ogni 6 atomi di carbonio c’è un doppio legame. Sono sostanze che il corpo non produce, a meno che non esista il precursore; bisogna introdurli con la dieta altrimenti si va in carenza. Ci deve sempre essere un equilibrio tra acidi grassi saturi e polinsaturi, uno completa l’altro; i secondi mantengono la membrana cellulare flessibile mentre i primi la rendono rigida (tendenza all’arteriosclerosi). Gli acidi polinsaturi sono gli omega 6 (acido linoleico) e gli omega 3 (acido alfalinolenico.

Gli omega 6 sono i precursori delle prostaglandine di tipo1 le cosiddette “buone” che determinano vasodilatazione, ipotensione, anti-infiammazione, rinforzo del sistema immunitario e fluidificazione del sangue) e delle prostaglandine di tipo2 cioè di acido arachidonico che determina gli effetti opposti delle PGE1 (vasocostrizione, ipertensione, infiammazione, indebolimento del sistema immunitario, aggregazione delle piastrine provocando trombosi), quando interviene l’enzima delta 5 desaturasi e cioè quando si eccede con l’uso degli zuccheri; mentre gli omega 3 sono precursori delle PGE3 che non hanno un azione diretta ma sottraggono enzimi alla formazione degli altri 2 tipi e quindi sono un modulatore della loro formazione.

Per esercitare la funzioni specifiche devono essere allungati e desaturati , questo avviene tramite l’utilizzo dei minerali quali lo zinco, il magnesio, la vitamina B6, la vitamina C ed il calcio.

Gli acidi grassi essenziali vanno assunti in proporzione di 4 a 1 tra omega 6 (cereli integrali, oli vegetali e semi oleosi) ed omega 3 (olio di lino, cibi crudi, EPA DHA, pesce). Se si introducono troppi omega 6 e non si controlla l’insulina si provoca la produzione di acido arachidonico.

Questo è in sintesi quello che appresi nei corsi di naturopatia nel 2003 e decisi appunto che questo era l’argomento che maggiormente mi avrebbe interessato per la redazione della tesi. Nel Novembre del 2005 ho partecipato ad un corso a Rimini organizzato dalla AMIK (associazione medica italiana kousmine) il cui fondatore è il Dott. Sergio Chiesa.

Il corso è durato 5 giorni ed è stato interessante scambiare le idee con gli altri partecipanti che erano per lo più persone malate di sclerosi multipla; i pasti venivano elaborati secondo i principi del metodo ed ho assaggiato per la prima volta la crema budwig, preparata con il tofu (personalmente preferisco lo yogurt).

Spero che questo lavoro, a cui ho dedicato quasi un anno, nei tempo libero, perché il mio lavoro non riguarda questo settore, possa essere di interesse a qualcun altro e soprattutto sia di spunto per qualcun altro per cambiare le proprie abitudini alimentari e non.

Fonti

  • Catherine Kousmine - Salvate il vostro corpo - Prevenire e guarire le malattie moderne intervenendo sulle abitudini alimentari - Edizioni Tecniche Nuove
  • Sergio Chiesa - La dieta del metodo Kousmine - Edizioni Tecniche nuove
  • Marina Grassani - Le ricette del metodo Kousmine - Edizioni Tecniche Nuove
  • Michael Colgan - La nuova nutrizione. Medicina per il prossimo millenio - Edizioni Tecniche Nuove
  • A.Bondil, M.Kaplan - Mangiare meglio per vivere più a lungo secondo il metodo Kousmine - Edizioni Tecniche Nuove
  • Francesco Bottaccioli - Giovani più a lungo - Edizioni RED
  • Bernard Jensen - Intestino libero - Macro Edizioni
  • Maria Lipartiti - Lezioni di nutrizione - Edizioni Tecniche Nuove
  • Jean Seignalet - L’alimentation ou la troisième médecine - Office d’Edition Impression Libraire (O.E.I.L.)