Ipotesi di correlazione tra enneagramma e fiori di Bach
- Autore/autrice
- Ponza Michela
- Anno
- 2006
- Numero
- 965
Abstract
Durante il mio iter di studi, ho avuto la fortuna di scoprire uno strumento di conoscenza di sé stessi e degli altri: l’enneagramma.
Sono rimasta molto affascinata da questo metodo; ha aperto in me nuovi modi di comunicare, consapevolezza nel capire perché agivo in determinati modi e l’individuazione di trappole e veleni della mia e altrui personalità.
È un metodo che fa crescere, che aiuta a maturare, che ci mette in discussione e sicuramente in crisi, invita all’introspezione e al dialogo interiore. Favorisce la voglia di confrontarsi, apre la mente, dona capacità e desiderio di conoscere l’altro come essere unico e irripetibile. Porta a voler trasformare le proprie “passioni” in virtù, invita a rinnovarsi; offre la possibilità di riflettere sui lati negativi della nostra personalità.
Quando ho studiato la filosofia di Edward Bach, medico e microbiologo, ed i fiori da lui scoperti mi è venuta spontanea una relazione tra il suo pensiero e la metodologia usata per formulare l’enneagramma. Tutto il suo lavoro è basato sul trasformare i difetti in virtù imparando ad ascoltare la propria anima e a non lasciarsi fuorviare da eventi, situazioni, persone o cose.
Egli afferma: “non è facendo la lotta o la guerra a un sintomo che lo potremo risolvere… ma inondandolo con la virtù opposta”1.
A dimostrazione di ciò Jung diceva: Il nostro oro è nella parte più buia di noi stessi, questa è l’essenza, è l’obiettivo che si prefiggono enneagramma e fiori di Bach: contattare il buio, riconoscerlo e trasformarlo in oro.
Come iniziare questo lavoro…… vorrei descrivere brevemente la vita del dr. Bach e successivamente le origini dell’enneagramma.
Leggendo la sua vita sembra quasi che un’energia di pace e armonia pervada il mio corpo, sembra che in qualche modo lo stato d’animo da lui raggiunto riesca ad entrare nelle pagine del libro (da cui prenderò la sua storia) e la vibrazione riesca a passare attraverso me.
Non desidero che questo sia un lavoro tecnico e descrittivo, non fa parte della mia natura, vorrei trasmettere energia ed entusiasmo nel trovare un modo (e ce ne sono davvero tanti) per entrare dentro noi stessi, per riuscire ogni tanto a “tornare a casa”.
Nessuno ha detto che la strada del ritorno sarà in discesa, anzi la ritengo lunga e tortuosa, ma l’importante è sapere che la via è quella giusta, sapere che ci sono rifugi pronti ad accoglierci e coccolarci nei momenti duri, a darci calore riposo e nutrimento e a lasciarci ripartire quando lo riterremo opportuno.
Ora aprirò la porta del primo rifugio, mi sento come una guida alle prime armi che prima esplora il luogo da sola e poi lo presenta agli altri…
Fonti
- Barbara Mazzarella, La grande guida alla floriterapia, Xenia, 1998
- M. E. Campanini, Curare i bambini con i fiori di Bach, Fabbri Editori, 2003
- C. Aprato, I rimedi floreali di Edward Bach, Ed. Centro Benessere Psicofisico, 1996
- Edward Bach, Guarire con i fiori, Quaderni del viveremeglio 16, 2001
- Arnaldo Pangrazzi, Sentieri verso la libertà, San Paolo, 2003