Istituto Rudy Lanza - Alta formazione in Naturopatia

Istituto Rudy Lanza - Catalogo bibliografico delle tesi

Gli abstracts delle tesi in Naturopatia elaborate presso l'Istituto Rudy Lanza

La disfunzionalità multifattoriale della cellulite trattata con metodi naturopatici

Autore/autrice
Bognanni Crocifissa
Anno
2011
Numero
1304

Abstract

Il lavoro svolto riguarda uno fra gli argomenti che più travagliano le donne in questa era dove l’apparire prevale sull’essere. Anche se la cellulite rappresenta per la maggior parte della popolazione femminile un orribile inestetismo da cui liberarsi, purtroppo è ben altro; infatti la cosiddetta “buccia d’arancia” è la manifestazione ultima di una molteplicità di fattori scatenanti, ovvero il manifestarsi di una fra le patologie che più interessano diversi apparati e sistemi.

“L’excursus” l’ho articolato dando uno sguardo al:

a) Passato, esaminando quello che veniva utilizzato per affrontare il problema;

b) Presente, con le nuove terapie e tecnologie messe a disposizione dalla scienza medica;

c) Futuro, con le nuove conoscenze allopatiche e naturopatiche.

Nell’ introduzione ho palesato l’importanza per noi estetiste di affrontare tale problema oggi più che mai; infatti con l’avvento della società del benessere e del consumismo di massa è aumentata la richiesta di cibo il quale con il tempo a causa di tale fenomeno è diventato sempre più sofisticato abbattendo i costi di produzione ma scadendo nella qualità; pian piano ciò ha comportato alterazioni metaboliche e di conseguenza inestetismi tali da portare sempre più persone, non solo facenti parte di una elite, a rivolgersi all’estetica. Tra gli inestetismi più comuni si annoverano la: Panniculopatia edomotofibrosclerotica, comunemente denominata cellulite, e la Lipodistrofia, ovvero obesità caratterizzata da disarmonica disposizione delle masse adipose. Suddette alterazioni non trovano soluzioni di miglioramento con i metodi che venivano utilizzati ovvero con: alimentazione a basso contenuto calorico, massaggi connettivali, pressoterapia, sauna, paraffinoterapia, crioterapia, massaggio manuale, vacuumterapia; pertanto si è giunti ad utilizzare altri metodi, fra questi ricordiamo: ossigeno-ozonoterapia, bagno di anidride carbonica, bagni termali, fanghi termali, ultrasuoni, laserterapia, pressoterapia, ionoforesi, calza guaina, massaggio linfatico di Vodder.

Dopo questa fase introduttiva ho approfondito l’argomento; tale approfondimento l’ho cominciato attraverso la spiegazione di che cosa s’intende per cellulite, proseguendo su cos’è quest’ultima e da cosa è causata. Con il termine cellulite si rappresenta una particolare condizione morfologica causata da ristagno di liquidi nei tessuti, dovuto ad un’alterazione della circolazione sanguigna e linfatica. È una vera e propria malattia del tessuto connettivo, colpisce sia gli strati profondi  della pelle che quelli più superficiali, provocando alterazioni che possono essere percepite al tatto e a occhio nudo. Quando sangue e linfa subiscono un rallentamento non hanno più la spinta necessaria per rimuovere le sostanze di scarto e restituirle all’organismo disciolte e purificate. Tali scorie, accumulandosi, vanno a formare nell’ipoderma dei veri e propri depositi che premendo sui tessuti ne alterano la struttura (dando vita al tipico aspetto a buccia d’arancia ). La cellulite è una malattia ad eziopatogenesi multifattoriale, nella quale si possono distinguere quattro stadi: I stadio (congestizio), II stadio (essudativo infiltrativo), III stadio (organizzativo fibroso), IV stadio (fibroso cicatriziale); inoltre la cellulite può essere: compatta, molle ed edematosa.

Ci sono dei metodi che ci fanno diagnosticare la cellulite, ovvero: misurare la temperatura delle zone interessate; una condizione molto frequente in un quadro di cellulite è infatti l’ipotermia. Si può utilizzare il termografo. Più precisa della termografia è l’ecografia dei tessuti molli. Per finire il dia-cell. L’esame più semplice è la palpazione. Alla palpazione nel I stadio si ha un aumento della pastosità cutanea, riduzione dell’elasticità e aumento della plicabilità, ipotermia, segni termografici di microcircolazione maldistribuita. Nel II stadio aumenta la pastosità, diminuisce l’elasticità e aumenta la plicabilità .  Nel III stadio la pelle ha l’aspetto a buccia d’arancia e si ha la sensazione palpatoria di una fine granulosità nei piani profondi con raro dolore alla palpazione profonda, si riduce ulteriormente l’elasticità. Infine nel IV stadio si ha una accentuazione della ipotermia, della plicabilità e alla palpazione si avvertono noduli dolenti, spesso si ha dolore spontaneo o al semplice sfioramento della cute e pinch test positivo. Quindi i più comuni sintomi della PEFS sono: dolore al tatto, a volte anche allo sfioramento, presenza di micro e macronoduli, smagliature e teleangectasie, predisposizione ai lividi, sensazione di pesantezza, formicolii, freddo agli arti inferiori. La cellulite si sviluppa su un terreno costituzionale predisposto da caratteristiche anatomiche, endocrine e metaboliche, che possono essere anche geneticamente determinate, sulle quali agiscono eventi scatenanti come l’alimentazione errata, il sovrappeso, la sedentarietà, le patologie venose e alcune terapie ormonali. Per alcune di queste varianti è in gioco la componente famigliare, che è diversa da quella genetica; per esempio ci sono famiglie in cui tutti sono in sovrappeso non per la presenza di un particolare gene ma perché si seguono le stesse errate abitudini alimentari. I fattori maggiormente in gioco nel determinare la cellulite sono: razza, familiarità, squilibri ormonali, assunzione di estroprogestinici, gravidanza, disordini alimentari, stipsi, disbiosi, errori della postura, stile di vita, umore.

Dunque la cellulite è un problema causato da una molteplicità di fattori, non risolvibile con l’equazione classica: “… se perdo peso non avrò più la cellulite …”. In realtà, per eliminare o ridurre la cellulite non basta perdere peso, anzi, a volte la perdita di peso peggiora il disformismo.

Perché? Il grasso che si accumula nelle zone interessate dalla cellulite, è meno vascolarizzato rispetto al tessuto adiposo, che definiamo fisiologico. Infatti, all’aumentato accumulo del grasso non si accompagna un corrispondente aumento della vascolarizzazione e, laddove il grasso non sia in eccesso, vi può essere lo stesso un problema vascolare per stasi venosa e linfatica. Ciò comporta un minore afflusso di sangue arterioso e di O₂. Ricordiamo inoltre che molte donne presentano un’anemia sideropenia, per perdita di ferro con le mestruazioni e per scarso o inadeguato apporto integrativo di ferro con la dieta; l’anemia riduce l’ossigenazione dei tessuti. Alcune donne fumano e questo non solo riduce l’ossigenazione dei tessuti, ma aumenta pure la produzione dei radicali liberi. Molte donne sono ipotese e anche questo riduce l’arrivo del sangue in periferia. L’ipossia che ne consegue provoca: Aumentata produzione di acido lattico, che sembra esplicare un ulteriore inibizione sulla mobilizzazione del grasso sottocutaneo. Danno diretto dell’acido lattico sulla membrana cellulare degli adipociti. Riduzione della lipolisi, cioè della scissione dei trigliceridi all’interno degli adipociti, per ridotta sensibilità della membrana cellulare all’azione dei fattori lipolitici (ormoni surrenalici, ormoni tiroidei, glucagone, IGF-1, stimolazione alfa e beta bloccante, androgeni). La cellula adiposa è, infatti, una cellula metabolicamente attiva, che gioca un ruolo centrale nel controllo dell’equilibrio energetico dell’organismo. Nella sua membrana sono presenti i recettori a cui si legano i diversi ormoni, che hanno attività lipogenetica (insulina, estrogeni) o lipolitica (ormoni tiroidei, surrenalici, androgeni). È fondamentale che la membrana della cellula adiposa sia integra. Se la membrana è danneggiata la cellula adiposa ridurrà la sua funzione metabolica e non sarà in grado di liberare i grassi in essa depositati. Oltre all’ipossia, un altro ostacolo alla corretta funzione della cellula adiposa è rappresentato dal danno indotto dai radicali liberi sulla componente fosfolipidica della membrana.

Fatte tali considerazioni si giunge alla conclusione che la terapia della cellulite non può essere inquadrata in uno schema valido indifferentemente per tutte le pazienti, ma deve essere studiata caso per caso valutando cause etiopatogenetiche e fattori predisponenti, favorenti e scatenanti. Non vi è una terapia universale valida per tutto e per tutti perché il trattamento deve essere individualizzato su misura e non dispensato preconfezionato. L’intervento naturopatico ci fornisce gli strumenti per individuare il tipo di paziente che si ha davanti, le cause prime che lo hanno portato ad avere dei problemi piuttosto che altri, e fatta la diagnosi ad apportare le giuste modifiche alimentari e di stile di vita per il miglioramento del proprio problema. Inoltre non si devono restringere concettualmente le malattie alla loro sede di manifestazione, ma bisogna considerare il corpo nella sua totalità: malattie cosiddette locali sono, salvo le debite eccezioni, maschere del male generale; combattere soltanto i segni superficiali significa trascurarne le cause profonde di cui questi segni sono soltanto gli alfieri. Fattore di primaria importanza per il buon esito della terapia è che la cura locale, esterna e sintomatica deve essere coordinata con la cura generale, interna e totale. Se unitaria è la fisiologia del nostro organismo, altrettanto unitaria deve essere l’interpretazione della sua patologia e la conseguente espressione terapeutica. Il suo trattamento deve essere dunque unitario e non parziale. Curare l’effetto ma soprattutto la causa, altrimenti i risultati diventano transitori ed effimeri. Soltanto la rimozione delle cause interne, più profonde, permette alle cure esterne di essere efficaci e durature. Inoltre non c’è un rimedio capace di far sparire in breve tempo la cellulite, frutto dell’errore di anni, ma ci vuole sforzo, costanza e disciplina; senza fatica, costanza e rinuncia nessun risultato può essere raggiunto. È necessario condurre una vita igienica.

Questo lavoro non pretende di essere il punto di arrivo e nemmeno il punto di partenza. Vuole essere una messa a punto chiara e onesta di quali sono le conoscenze sulle cause della cellulite e soprattutto sulle possibilità terapeutiche.

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