Istituto Rudy Lanza - Alta formazione in Naturopatia

Istituto Rudy Lanza - Catalogo bibliografico delle tesi

Gli abstracts delle tesi in Naturopatia elaborate presso l'Istituto Rudy Lanza

Idroterapia - L'acqua ed il benessere globale

Autore/autrice
Toscano Francesca
Anno
2001
Numero
442

Abstract

Sono sempre stata attratta dal fascino intrigante della parola “acqua” ed ho voluto affrontare questo meraviglioso viaggio avventuroso alla ricerca dei significati, dei valori e dei comportamenti, da quelli originari a quelli più attuali, che scaturiscono dal rapporto tra l’uomo e l’acqua.

L’elemento primordiale che racchiude il segreto stesso della vita è un elegante sintesi, espressa da una formula chimica. Scomposizione e ricomposizione di idrogeno e ossigeno sono infatti, nel ciclo vitale del nostro pianeta, la rappresentazione dell’eterno ritorno, del rinascere, della purificazione e del continuo rigenerarsi.

Ho scelto l’elemento acqua perché ne ho sempre nutrito una profonda attrazione fin da bambina quando i miei giochi preferiti, dalle vaschette piene d’acqua alle passeggiate estive nella campagna odorosa e calda degli agrumeti della Sicilia, si esplicavano con essa.

È con il percorso delle irrigazioni, sfilante come un binario di un treno, che i miei giochi raggiungevano l’apice della contentezza, attenta a seguire con lo sguardo un’acqua travolgente ed impetuosa, così da sentirne il suono musicale, ritmico, assordante nei crescendo infiniti.

Quale che fosse la sua preziosità, per quella terra sempre così bisognosa di acqua, non mi era ancora dato di scoprirlo; l’incanto dolce del tempo vacanziero era intenso e tutti i ricordi di quel periodo spensierato, possono ricondursi all’immagine dell’acqua, anche quando era difficile accettare di bere l’acqua medicamentosa, preparata da mia madre, ogni qualvolta si presentava l’indigestione del momento, difficile ma necessaria per riacquistare quell’equilibrio fisiologico inceppato.

La fiducia nell’acqua, nei decotti, nelle tisane mi viene certamente da questa attitudine costante e positiva che ritrovavo nella figura materna: una sorgente preziosa, fonte pura, fresca e cantante a cui ho sempre attinto forza interiore, coraggio, fiducia, amore, intelligenza, saggezza e tenacia, a cui devo tutto e i cui valori, entro le mie capacità, sto imparando a indirizzare nella maniera più giusta.

Crescendo l’acqua mi ha accompagnata, sorella di esperienze e, poi, mi ha avvolta, circondata nella mia isola: “il bel giardino nel blù”.

Agli inizi del ’92, in qualità di assistente, ho iniziato una collaborazione coll’erboristeria del centro termale dell’isola d’Elba, collaborando con il dottore, direttore sanitario, un esperienza che, dopo otto anni, mi ha portato ad una scelta consapevole di intraprendere una preparazione e una conoscenza più approfondita sulle terapie naturali.

Negli anni di relazioni intraprese con gli ospiti abituali del centro termale ho acquisito l’importanza della disposizione del paziente verso l’effettiva efficacia delle medicine e terapie naturali, quindi l’importanza di capire a cosa serve e come agisce la terapia, perché se il paziente non sa come funziona la medicina che sta prendendo e si sente ansioso sui suoi effetti, potrebbe dichiarare che i sintomi persistono anche se in effetti la medicina o la terapia sta facendo effetto.

Constatare per mezzo dell’osservazione, riflessione e induzione da esperienze positive o negative come il nostro corpo sia il miglior farmaco che esista, significa prendere coscienza del potere del corpo di autoguarirsi.

In quelle meravigliose giornate di intenso lavoro, piene di grande scambio umano, è cresciuto dentro di me il desiderio di dedicare una parte della mia vita a trasmettere la semplice chiave di volta dello star bene che è innata nell’essere umano, desiderio sostenuto dalla consapevolezza che la serenità, la speranza e il desiderio di vivere, stimolano i poteri di recupero del corpo e accrescono l’efficacia delle medicine.

Il benessere psichico è raggiungibile attraverso il dialogo, l’espressione umana più potente, ed il benessere fisico attraverso terapie idroterapiche e fitoterapiche.

In un’epoca di smog e di inquinamenti, seducono la freschezza di certe abluzioni, odorose come un bosco in primavera, e l’incanto di certi nomi delle erbe, le migliori amiche dell’uomo; biancospino, regina dei prati, timo, viola, menta.

L’incoraggiamento, che fa piacere a una persona malata e la rallegra è una medicina polivalente: il cosiddetto effetto “placebo” “far piacere”.

Un incoraggiamento caloroso e il sostegno rassicurano, danno forza, speranza e fiducia in sé e stimolano la forza vitale del paziente perchè la mente e il corpo sono una cosa sola. La forza e la profondità del nostro atteggiamento, della nostra determinazione interiore a star bene sono molto importanti.

Questo è il segreto di una sana e duratura forza vitale.

Fare come l’acqua adattarsi a tutte le cose!

Mi è stato possibile verificare i benefici cambiamenti dovuti già solo al ritrovarsi... ancora una volta alle terme con le acque dei bagni, con la linfa di betulla per depurarsi e rinvigorisi insieme!

E sono ancora vivi nella mia memoria il ricordo dei visi stanchi e con stress ma desiderosi a quella naturale metamorfosi, beneficio semplice e “facile come bere un bicchier d’acqua”.

Ma non è affatto semplice come dice il proverbio; una considerevole fascia di persone quando le viene consigliato di bere più acqua risponde di far fatica a ingerirne più del necessario, di non riuscire a mandarla giù perché la sentono passare con difficoltà in gola e andare su e giù nello stomaco; non la digeriscono.

La paura dell’acqua è presente nell’immaginario collettivo, per gli uomini è il mito del “vecio alpin” o il rude marinaio che bevono solo vino e mai acqua (e, se proprio acqua dev’essere, almeno che sia “acquavite”) ed anche per le donne, soprattutto di una certa età, che anche senza miti, sono vittime della cultura dell’alcool o sono contrarie per qualche disavventura personale avuta nel passato.

Non si spiega altrimenti la riluttanza e a volte l’assoluta incapacità di queste persone a inghiottire un sorso d’acqua.

D’altra parte, bisogna ammettere che l’acqua è spesso un simbolo negativo, anche più del fuoco, forse perché l’uomo ha da sempre avuto più spesso danni dalle alluvioni, dagli straripamenti e dalle mareggiate, che non dagli incendi. Tale simbolismo negativo è evidente, ad esempio, nell’avvertimento “acqua! acqua! contrapposto a “fuochino!” o “fuoco! fuoco!” nel gioco in cui una persona nasconde qualcosa e guida l’altra alla ricerca. In questo contesto l’acqua è simbolo di azione inefficace e di ricerca indirizzata sulla strada sbagliata. Oppure immaginare un contadino o un cacciatore sperduto nella nebbia o nella notte, in cerca disperata di un fuoco (un falò per scaldarsi o il focolare di casa sua), e sorpreso invece da una pioggia battente.

“È acqua fresca” si dice per significare che qualcosa non ha proprio alcun effetto, soprattutto riferendosi a medicinali che non fanno né male né bene. In frasi come questa l’acqua è il simbolo dell’inefficacia più assoluta; una frase simile potrebbe essere “passa come l’acqua sui sassi di fiume”, in cui si sottolinea la neutralità dell’acqua accanto all’apparente refrattarietà dei sassi, sulla cui superficie liscia l’acqua scorre fluida e quasi senza attrito.

Il simbolismo dell’acqua è presente, in positivo ed in negativo in tutte le culture umane. Dall’inizio della storia gli antichi avevano posto a confine della terra il Fiume Oceano, che scorreva tutt’intorno, ed è abbastanza significativo che l’avessero chiamato appunto “fiume”, con un riferimento alla sponda di là più evidente che non se l’avessero chiamato “mare”.

È probabile che il sospetto che al di là ci fosse ancora qualcosa fosse abbastanza radicato nella mente dei nostri antenati, che pur ci ostiniamo a chiamare ignoranti e ingenui.

Il simbolo dell’acqua come termine o confine è quindi più dinamico che statico: un confine netto, forte, ma non definitivo. Di là, dopo l’acqua, c’è sempre ancora qualcosa: come la salute dopo il malessere che l’acqua ha lavato via. Io sto cercando il mio dopo, il mio nuovo inizio, la mia nuova salute.

Fonti

  • Agostini G., Criteri di classificazione delle acque oligominerali, 1980
  • Agostini G., Manuale di medicina termale, Archimedica, Torino 1997
  • Carano G., Armonia - Salute Globale, sett-ott.2000
  • Cecchini U. La talassoterapia alle soglie del duemila, Convegno Nazionale a Rimini 4/Maggio 1990
  • Chaitow L., Idroterapia, Mondatori 2000
  • Europa Terme, Mensile di Turismo, Salute, Bellezza e Vacanze-Benessere, 1993
  • Dalla via G., Idroterapia, red edizioni, 1991
  • Ferrieri G. Lodispoto A., Cento modi per guarire Enciclopedia dell’altra medicina, Mondatori 2001
  • Gualtierotti R., Medicina termale, Lucisano, Milano
  • Ikeda D., La vita mistero prezioso, Gr.editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas spa 1991
  • A.S.Kneipp., La cura Kneipp, Demetra srl 1996
  • Kraemer H., L’uomo e L’acqua, Vallardi, 1936 Vol.1
  • Lalague S., Talassoterapia, red edizioni, Como 1990
  • Natura & Benessere, Medicine Complementari e Terapie Naturali, Napoleone Editore srl Roma 2000
  • Vinas F., Il grande Manuale Illustrato di Idroterapia, red edizioni, 1992
  • Vari siti internet sui temi: Acqua, Idroterapia, Salute, Terme.