Amalgame dentali - Studio sulla tossicità e disintossicazione - Approccio naturopatico
- Autore/autrice
- Lebosi Giorgio
- Anno
- 2004
- Numero
- 859
Abstract
Quando un uomo vuole capire il perché di una cosa si affida allo studio, al parere di chi ritiene più istruito, con più esperienza a volte non bastando ciò si affida al proprio intuito, al proprio buon senso.
Da quando ho iniziato il mio cammino di odontotecnico non mi sono mai accontentato di eseguire una protesi prescritta da un Medico Dentista senza farmi delle domande, senza sapere cosa stessi facendo, ma di capire cosa poi quel mio manufatto avrebbe causato nel cavo orale di quel paziente. Certo, ovviamente, mi sarebbero bastate le nozioni scolastiche apprese in cinque anni e il tirocinio praticato presso un Laboratorio di grande prestigio per potere in coscienza eseguire delle protesi corrette e funzionali. Ma su quali basi si costruiscono certi dispositivi medici su misura?
Ci è stato insegnato che il fattore precisione e funzionalità sono alla base del successo in Odontotecnica ma la mia “curiosità” non mi ha mai abbandonato per cui ogni volta che consegnavo questi dispositivi mi chiedevo: ma il paziente oltre che essere soddisfatto dell’integrazione nel suo cavo orale con una protesi eseguita in maniera precisa ed estetica era consapevole di cosa stava portando in se, nel proprio organismo, 24 h al giorno? Di come avrebbe integrato con il suo corpo, le sue cellule non solo funzionalmente ma anche biochimicamente?
È come dire il mio corpo ha bisogno di cibo che soddisfi il bisogno giornaliero di calorie, di carboidrati, di vitamine ecc. senza curarmi del fatto che non è solo una questione di quantità ma e soprattutto di qualità di tali elementi probiotici.
Per questo motivo in primo tempo mi sono preoccupato allorquando mi accinsi ad aprire il mio laboratorio ed in seguito, con mio fratello Medico anche uno studio dentistico a selezionare scrupolosamente i materiali utilizzati per la realizzazione dei miei manufatti protesici a non curare “solamente” l’aspetto estetico,funzionale ma anche l’aspetto biochimico.
Sono passati degli anni in cui la mia formazione e informazione mi hanno portato a frequentare corsi, convegni, congressi in svariate discipline Odontoiatriche e nonostante a volte i risultati di tali ricerche fossero stati contraddittorii, ho sempre creduto che applicando il buon senso su tutto ciò che facevo sarei stato sulla strada giusta.
Determinante è stata la mia formazione in Naturopatia presso la prestigiosa Libera Università Italiana di Naturopatia Applicata - Dr:Lanza - e per ultimo la partecipazione al 1° Congresso Mondiale di Odontoiatria Biologica le quali mi hanno dato la certezza di non essere “fuori strada” , la forza di credere che certe mie esigenze al di fuori delle mia abilitazione, purtroppo devo dire “limitata” delle scuole di odontotecnica non sono incoerenti con il lavoro che svolgo ma anzi mi hanno portato a sviluppare un concetto che io credo sia al di sopra di ogni specifica competenza del Tecnico e del Medico e cioè l’integrazione, la sinergia che può nascere dal bisogno di fare sempre meglio per l’utente che spesso non viene considerato come “elemento centrale” nella nostra bellissima professione.
L’intossicazione da metalli pesanti come il mercurio, contenuto nelle amalgame dentali sono rilevate, studiate da anni ma da poco nel ns. Paese iniziano ad essere considerate come importanti, degne di approfondimenti, spesso però con risultati contraddittori. Insomma c’è chi afferma che tali sostanze non sono un pericolo per l’essere umano, c’è chi invece afferma che lo sono confortati da anni di ricerca e studi scientifici di certificata autorevolezza.
“Se hai qualcosa che ti è stato messo in bocca e che non puoi gettare nella spazzatura perché ciò è vietato dalle leggi sull’ambiente, perché continuare ad usarla, perché correre questo tipo di rischio, perché esporre le persone ad un qualsiasi livello di tossicità da mercurio, se non ci si è costretti?” Dr. Bodey Haley,Professore di Biochimica Medica, Università del Kentucky, USA, 1996
A prescindere dal fatto che sia o non sia rilevante in danno fisico che l’amalgama dentale può dare sono del parere che la ns. salute sia il bene più grande da preservare per cui se devo applicare nel cavo orale una sostanza atta a sostituire un dente o parte di esso cercherò di sceglierla con coscienza e conoscenza. E qualora mi trovi di fronte ad un soggetto che presenta sintomi da intossicazione da tali sostanze devo essere in grado di affrontare tale evenienza nel miglior modo possibile sia per tutelare la sua salute e ovviamente quella degli operatori che si accingono a rimuovere e sostituire tali sostanze. Si perché si è dimostrato che il problema più grosso in tale operazione non è solo cosa usare dopo, ma la rimozione stessa in quanto l’azione meccanica di rimozione è estremamente pericolosa sia per il paziente che per l’operatore perché l’amalgama dentale rilascia proprio con lo sfregamento e il surriscaldamento il temuto metilmercurio.
Scopo quindi di questo mio seppur breve lavoro è quello di analizzare il miglior modo per rimuovere le amalgame dentali in completa sicurezza ma anche quello di abbinare a tale intervento una adeguata Terapia chelante naturale. Anche se il mio lavoro non sarà determinante e completamente esaustivo in tale materia spero almeno sia di aiuto per chi volesse in modo chiaro e semplice capire cosa e come agire qualora avesse il bisogno di affrontare la cosiddetta “rimozione protetta dell’amalgama dentale” con relativa “cura” disintossicante e chelante.
Fonti
- Dott. Albi Simonetta “Odontoiatria Naturale” ed. M.I.R. 2003
- Dott. Acerra Lorenzo “Denti tossici” ed. MACRO 2000
- Dott. Huggins Hal “E’ tutto nella vostra testa” ed. Andromeda 1984
- Dott. Millavez Antonio “Odontoiatria Naturale” ed. MACRO 2002
- Dott. Ring Malvin “Storia illustrata della Odontoiatria” ed.Antonio Delfo 1989