Donne in Menopausa - Vivere la Menopausa come “Malattia o come Salute”?
- Autore/autrice
- Ventrella Angela
- Anno
- 2001
- Numero
- 466
Abstract
La più straordinaria differenza tra l’essere umano maschile e quello femminile è la capacità della donna di vivere la propria evoluzione esistenziale anche attraverso i mutamenti del suo corpo.
L’uomo, infatti, da un punto di vista corporeo è nell’arco della vita biologicamente sempre uguale e, da un punto di vista psicologico, l’attenzione della sua individualità è di frequente tesa soprattutto al ruolo che riesce ad assumere nel mondo sociale, e cioè il lavoro, la carriera, il successo.
Nella donna, invece, eventi organici come la prima mestruazione e le successive eventuali gravidanze, la menopausa sono contemporaneamente modificazioni anche psicologiche attraverso le quali ha la possibilità di prendere coscienza dei diversi stati esistenziali, personali e sociali insieme, che scandiscono la sua vita.
La naturale cessazione del ciclo mestruale (menopausa), per esempio, è sicuramente un’importante fase di mutamento corporeo dove la donna passa da uno stato biologico di “fecondità” a uno di “non fecondità”, stato che richiede un concomitante adeguamento psicologico in cui l’assenza delle mestruazioni non venga vissuta come una “mancanza” ma la cessazione di un periodo cui ne consegue l’inizio di un altro altrettanto ricco di energie creative.
Purtroppo nel nostro modello sociale, in molte donne questo periodo di vita è vissuto come uno stato di malattia da curare e questo non solo per sintomi conseguenti alle modificazioni ormonali ma anche per la sensazione, talvolta inconscia, di “inutilità femminile” e di inevitabile vecchiaia.
Vediamo allora in questa sede di vedere cos’è la menopausa, quali disturbi può provocare, come li cura la medicina ufficiale e quella alternativa e come questo stato fisiologico apra spazio, psicosomaticamente, a nuove prospettive esistenziali personali e collettive. Il medico della medicina ufficiale, limitato per la propria formazione di tecnico in una visione angusta, non ha imparato a considerare l’uomo nella sua totalità fisica e psichica.
La menopausa può segnare l’inizio di una vita nuova e più radiosa, se gli effetti negativi vengono compresi e corretti in tempo utile.
La medicina tradizionale propone di affrontarla essenzialmente con la terapia ormonale sostitutiva che è certamente efficace, ma che presenta delle controindicazioni e, cosa da non trascurare, degli effetti collaterali. E’ incontrando questi ostacoli, e in particolare le controindicazioni, che ci si è posto il problema di trovare le risposte con altre terapie e in particolare con i metodi naturali.
Un elemento molto importante nella medicina naturale è prendere in considerazione la malattia nella sua globalità e, per forza di cose, l’ascolto attento del terapeuta si oppone a una medicina riduttiva nella quale i pazienti vengono qualificati per il loro aspetto “funzionale, come se, in medicina, si dovesse cominciare a interessarsi solo all’aspetto “organico”. Il sintomo non è più un elemento isolato, ma viene ripreso nell’insieme che costituisce il terreno: l’insieme delle caratteristiche proprie a un individuo, che fa sì che reagisca o meno a determinate aggressioni, virali o microbiche, ma anche i periodi della vita, le condizioni di vita....
Ciascun individuo avrà una resistenza fisica e psichica propria.
La resistenza dell’organismo alle tossine sarà condizionata dallo stato del tono neurovegetativo.
Le medicine di terreno dunque sono particolarmente indicate soprattutto in menopausa, perché le manifestazioni endocrine funzionali sono molto più frequenti delle chiare manifestazioni “organiche”.
Fonti
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