Istituto Rudy Lanza - Alta formazione in Naturopatia

Istituto Rudy Lanza - Catalogo bibliografico delle tesi

Gli abstracts delle tesi in Naturopatia elaborate presso l'Istituto Rudy Lanza

Basi di biologia naturopatica - Fondamenti di regolazione di base ed extracellulare

Autore/autrice
Scaramuzza Annamaria
Anno
2003
Numero
726

Abstract

Il desiderio di organizzare e ordinare con chiarezza i concetti fondamentali in Biologia Naturopatica secondo un approccio olistico, emerge dal bisogno di conoscere più approfonditamente il meccanismo funzionale organico e di ricercare i condizionamenti ai quali l’individuo è costantemente esposto per influenza dell’ambiente esterno.

L’intervento terapeutico deve essere finalizzato a rafforzare la naturale tendenza dell’organismo all’autoguarigione, deve divenire insegnamento ed educazione della salute, la quale non può prescindere dal rapporto con l’ambiente, con l’alimentazione, con lo stile di vita, e coinvolge l’aspetto spirituale che infine si realizza nell’ aspetto morfologico. La medicina olistica unisce substrato spirituale e aspetto morfologico, a formare la costituzione della persona sana e della persona malata; pertanto la medicina naturopatica è una medicina psicosomatica. La conoscenza del sistema di regolazione di base permette di riconoscere la disregolazione fin dal suo iniziare e di rendere possibile un intervento terapeutico prima che si manifestino alterazioni tissutali, basandosi su dati specifici che forniscano informazioni su processi in atto o definitivi già manifesti a livello anatomo-patologico costituzionale. Poiché il nostro destino si decide al confine tra la cellula e lo spazio extracellulare, tra individuo e ambiente, le conoscenze teoriche sono alla base del processo di stesura di una diagnosi e di una terapia.

Lo svolgimento del contenuto di questo libro si completa in quattro parti:

  • nel primo capitolo definizioni e concetti biologici sono trattati secondo la loro funzione e in un’ottica diagnostica;
  • nella seconda parte, in cui vengono aggiunti i costituenti cellulari di particolare importanza biofunzionale, si svolge il tema dell’organizzazione della sostanza fondamentale secondo i principi del dinamismo energetico, biosintesi della evoluzione e delle alterazioni funzionali patologiche;
  • con la terza parte le finalità delle funzioni difensive di un organismo sfociano nella trattazione della immunità cellulare e dei disordini della regolazione di base, fino all’auto aggressione e al condizionamento delle cellule nervose oltre che all’invecchiamento. Si evidenziano le cause principali e latenti di una visione psicosomatica in rapporto alle malattie croniche ove la medicina biologica naturopatica consente l’osservazione dei decorsi dello stato di disordine e di regolarizzazione;
  • la Naturopatia non prevede quale obiettivo didattico la trattazione dei fenomeni patologici tumorali, tuttavia, in funzione dell’energia della regolazione che li caratterizza, essa viene argomentata, ma assolutamente in un’ottica di prevenzione, dove l’approccio terapeutico va ad agire nella sfera mentale-emotiva. La quarta parte non viene stesa con la presunzione di una possibilità terapeutica oncogenica, ma unicamente volendo sviluppare l’esistenza di un nesso tra storia personale in persona somatizzante e cancro.

Si può riconoscere la validità di una concezione dell’uomo che si è cominciata ad affacciare nel Rinascimento italiano e che ha trovato la sua migliore illustrazione nelle forme del vecchio e del nuovo Illuminismo. Possiamo chiamarla la concezione dell’uomo come “animale autoprogettantesi”.

Ecco come essa veniva espressa da Pico della Mirandola (sec.XV) nella sua orazione De Hominis Dignitate: “Non ti ho dato o Adamo - fa dire Pico a Dio - né un posto determinato, né un aspetto proprio, né alcuna prerogativa tua, affinché quel posto, quell’aspetto, quelle prerogative che tu desidererai, tutto secondo il tuo voto il tuo consiglio ottenga e conservi. La natura limitata degli altri esseri è contenuta entro leggi da me prescritte. Tu te la determinerai da nessuna barriera costretto, secondo il tuo arbitrio, alla cui potestà ti affidai. Ti posi nel mezzo del mondo, perché di là tu meglio scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché, quasi libero e sovrano artefice di te stesso, tu ti plasmassi e scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori, che sono divine.”

Sovente, alla fine dell’iter di studio, il neo-naturopata, si accinge alla professione, completamente privo dei presupposti di un discorso scientifico elementare, qualora non possieda una formazione universitaria in sintonia con le materie affrontate.

Gli argomenti di studio svolti durante il limitato tempo dei corsi per la formazione del naturopata, devono necessariamente avere una trattazione ridotta, non essendo possibile allo stesso tempo porre le fondamenta di un discorso ed erigere l’intera costruzione.

Da queste considerazioni scaturisce la scelta del contenuto e della forma di presentazione che vuole essere concreta, spero adatta a favorire la padronanza ragionata della materia, oltre che evidenziare la malintesa separazione tra la medicina naturopatica e la medicina ufficiale.

Non tutti i paragrafi trattano questioni essenziali, ma possono affrontare i punti cruciali per lo sviluppo di argomenti di studio.

Fonti

Bibliografia

  • Heine, Hartmut. Manuale di medicina biologica. Guna Editore, Milano 1999.

Fonti iconografiche

  • Franco Martella Editore. Immagini di medicina. Padova, Agosto 2001.
  • Antoine Porot. Dizionario di Psichiatria. E.P. - SAIE - Torino 1962.