Educare il bambino ad una corretta alimentazione
- Autore/autrice
- Bernardi Lorenza
- Anno
- 2004
- Numero
- 772
Abstract
Affrontare il problema dell'educazione alimentare con un bambino è certamente ben diverso dell'educazione che può essere fatta con un adulto.
Non sarà sufficiente sapere tutto sull'alimentazione e limitarsi a trasmettere le conoscenze in modo chiaro e preciso.
Noi adulti spesso vediamo il bambino come un "piccolo uomo" e ci rivolgiamo a lui seguendo il nostro pensiero razionale, ma la logica del bambino è differente dalla nostra: imporre delle regole o spiegarle sulla base della nostra razionalità, non serve a nulla.
Il bambino vive, agisce, impara in virtù del sentimento: l'affetto che spinge ad imitare la persona amata, la curiosità che agisce come motore di molte conquiste, la gioia e il dispiacere che guidano verso scelte fondamentali...
È necessario quindi comunicare con il gioco, con la partecipazione, con la solidarietà più che con i discorsi: più con l'unione che con il distacco.
La famiglia, soprattutto nei primi anni di vita, assume un ruolo fondamentale perché è l'ambiente di vita del bambino ed è qui che il bambino instaurerà il proprio rapporto con il cibo.
Poi il bambino cresce e riceve altri modelli: televisione, amici, scuola, mensa...
Quale può essere l'intervento della scuola?
Sicuramente non può contare troppo sul buon esempio perché sono rari i momenti comuni in cui si è di fronte al cibo. Negativo potrebbe essere anche limitarsi a dare delle "buone regole" perché, essendo il bambino in età scolare spesso in fase di piena contestazione, spesso finirà col fare esattamente il contrario di ciò che noi proponiamo. Risulta poi delicato il rapporto con la famiglia: quello che noi proponiamo può essere diverso da quello che ha appreso nel suo ambiente familiare.
Cosa fare, quindi?
Credo che il compito della scuola sia soprattutto quello di portare il bambino a CONOSCERE IL CIBO, in modo giocoso, con immagini, drammatizzazioni, visite a centri di produzione, esperimenti, computer, ricette ecc. Il cibo deve diventare il protagonista: i bambini lo toccano, lo vedono, lo gustano, lo annusano … lo conoscono! In modo semplice e giocoso, cercando di trovare immagini ed esperienze che rimangano nella memoria, arriveremo e trasmettere l'importanza del cibo, a far conoscere i suoi effetti nel nostro corpo, cosa è necessario per mantenersi sani... In questo modo avremo dato al bambino gli strumenti per poter fare, forse non subito ma in futuro certamente, una scelta autonoma e corretta sul come alimentarsi.
Fonti
- Benlakel N. "Ma tu lo sai cosa mangi?" Ed. San Paolo Junior, anno 2001
- Fulghesu G. "Alimentazione naturale dallo svezzamento all’adolescenza" Ed. Tecniche Nuove, anno 2001
- Giudice L., Violi P. "Io mangio…Tu mangi" Ed. Luce TO, anno 1996
- Holford P. "Guida completa alla nutrizione" Ed. Tecniche Nuove, anno 2001
- Kirschmann G.J., Kirschmann J.D. "Guida completa all’alimentazione" Ed. Alfa Omega, Roma, Anno 1999
- Linardo N., Pietra G. "Mio figlio mangia solo schifezze" Ed. Red, anno2002
- Scarpa B., Capparoni R. "Educazione alimentare" Ed. Di Renzo, anno 1996
- "Scuola in prova" C.I.S.L. Scuola, anno 2002