Alimentazione naturale dalla gestazione allo svezzamento
- Autore/autrice
- Gandolfi Giorgia
- Anno
- 2003
- Numero
- 664
Abstract
La società in cui viviamo è fortemente caratterizzata dalla convinzione che salute e malattia siano legate, perlopiù, alla fortuna: se un soggetto conduce una vita lunga ed in salute e poi muore di vecchiaia senza soffrire, è "fortunato", se, al contrario, durante la vita contrae malattie serie e invalidanti e/o muore precocemente a causa di grave patologia, è considerato "molto sfortunato", un pò come se si trattasse di un incidente stradale causato da altri o semplicemente della sorte decisa da un lancio di dadi (convinzioni religiose a parte).
La parola "prevenzione" in termini salutistici è invece snobbata dalla stragrande maggioranza delle persone, complice una medicina, la nostra, di tradizione allopatica, che affronta quasi tutte le patologie solo nel momento della loro manifestazione organica, quando cioè vi sono già lesioni in atto ad organi ed apparati e con l'utilizzo dei farmaci di sintesi che, si spera riportino il malato alla guarigione, trascurando però completamente l'eventualità di effetti collaterali.
L'unica eccezione, si può dire, riguarda la prevenzione delle malattie cardio-vascolari, per le quali negli ultimi 10/15 anni è stata fatta una massiccia campagna di prevenzione per il controllo del colesterolo e dei trigliceridi attraverso consigli dietetici diventati ormai luoghi comuni conosciuti da tutti, ma comunque messi in pratica da pochi: prevalentemente soggetti che hanno già avuto un primo infarto e quindi una situazione cardio-circolatoria già compromessa.
Tutto ciò non è che il riflesso della mentalità occidentale, che tende a “vivere alla giornata”: una giornata dominata dalla fretta e dallo stress, dove il tempo è dedicato principalmente al raggiungimento di traguardi materiali, dove non c'è posto per tutto ciò che non è scientificamente quantificabile o dimostrabile e quindi dove non si possono spendere tempo e denaro per prevenire qualcosa che non si è certi si possa manifestare in futuro.
Prevenire è qualcosa di molto più profondo: prevenire implica il "sentirsi responsabili della propria salute". Chi previene sa che la salute è un bene che si costruisce passo dopo passo, con costanza e disciplina, ma soprattutto è un grande atto d'amore verso se stessi.
In questa tesi viene preso in considerazione uno dei maggiori strumenti di prevenzione: l'alimentazione. Ognuno di noi nasce con un determinato potenziale genetico, una determinata costituzione, una tendenza a sviluppare determinate patologie piuttosto che altre, ma la differenza fondamentale consiste nel come viene gestito questo potenziale ereditario durante l'intera vita: si può adottare uno stile di via che porti ad un precoce esaurimento del potenziale trasmessoci oppure uno stile di vita mirato al mantenimento ed al rafforzamento di questo potenziale, che si esaurirà lentamente per l'inarrestabile passare degli anni.
L'alimentazione è uno degli strumenti più forti per rafforzare e sviluppare il nostro potenziale genetico e quindi per mantenerci in salute: alimentarsi bene significa fornire all'organismo l'energia nutritiva necessaria per il mantenimento di tutte le funzioni corporee ed evitare un inutile e dannoso dispendio di energia.
Ecco perché parlare proprio dell'alimentazione in gravidanza, di allattamento naturale, di svezzamento e dell'alimentazione del bambino.
Il periodo della endogestazione è di fondamentale importanza per la trasmissione del potenziale ereditario al nascituro: lo stile di vita della futura mamma e soprattutto ciò che mangia incidono notevolmente sulla costituzione genetica dell'essere che si sta formando e su come si forma.
Una volta venuto alla luce il neonato, tappa importantissima è rappresentata dall'allattamento materno. Ci troviamo di fronte una nuova creatura al massimo della sua purezza e immaturità organica, che non ha bisogno di nient'altro se non di quello che la natura gli mette a disposizione: il solo latte specie-specifico che esista per lui, il latte materno.
Si parlerà di fisiologia dell'allattamento materno, dei suoi vantaggi, del perché è tanto osteggiato, si farà chiarezza sulle tante false informazioni diffuse.
Dopo un lungo periodo di allattamento esclusivo al seno, il bambino comincerà ad interessarsi al cibo che vede sulla tavola dei genitori: sarà questo il momento giusto per iniziare l'introduzione dei cibi solidi. Si parlerà, quindi, di come e di quali cibi introdurre gradualmente, onde evitare l'insorgere di allergie ed intolleranze alimentari. Si dice che il gusto di un adulto si formi nei primi tre anni di vita: di qui la grande importanza di instaurare fin da subito sane abitudini alimentari che il bambino si porti con sè anche nell'età adolescenziale ed adulta.
L'alimentazione naturale della mamma e del bambino verrà trattata partendo dalla visione naturopatica seguendo il concetto di nutrizione eumetabolica che tiene conto delle costituzioni individuali e delle diatesi secondo Ménétrier, nonché delle diatesi da un punto di vista iridologico.
L'alimentazione del bambino verrà considerata anche dal punto di vista psicologico: il modo in cui un neonato prima e un bambino poi verranno educati all'alimentazione è molto importante onde evitare l'instaurarsi di un cattivo rapporto col cibo che trasformi il momento del mangiare in un'occasione carica di tensioni, rifiuti e malumori. Si parlerà del metodo Gordon per trasformare l'esercizio del potere e dell'autorità genitoriale in una mediazione che soddisfi i bisogni di genitori e figli, basata sul rispetto reciproco.
I bambini di oggi saranno gli adulti di domani.
Per una società meno fatalista e più saggia …
Fonti
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