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Istituto Rudy Lanza - Catalogo bibliografico delle tesi

Gli abstracts delle tesi in Naturopatia elaborate presso l'Istituto Rudy Lanza

Infiammazione in medicina, metamedicina e paramedicina

Autore/autrice
Calabretti Martino
Anno
2015
Numero
1608

Abstract

La Medicina definisce l’infiammazione come la risposta dei tessuti viventi ad un’offesa. Tale risposta si articola con una sequela di fasi strettamente correlate: riconoscimento, segnalazione, realizzazione.

Le cause flogogene possono essere fondamentalmente di due tipi: esogene ed endogene e la loro natura può essere biologica, chimica e fisica.

Si possono manifestare reazioni infiammatorie in seguito a particolari risposte immunitarie (reazioni allergiche) dirette sia verso agenti estranei (ipersensibilità) che verso costituenti propri dell’organismo (autoimmunità). In alcuni caso gli agenti flogogeni possono essere sostanze derivate dal metabolismo intermedio (ad esempio l’acido urico nella gotta).

I sistemi di difesa del corpo capaci di contrastare l’azione nociva degli aggressori si distinguono in due livelli di difesa: uno di primo intervento (difesa aspecifica) ed un secondo più complesso, preciso e potente (difesa specifica). Il primo intervento si deve alle difese naturali aspecifiche, che intervenendo come prima barriera difensiva non sono dirette contro specifici aggressori, ma contro qualunque agente potenzialmente dannoso.

Il secondo livello è assicurato dall’immunità, sistema specializzato nel riconoscimento e nell’eliminazione di specifici aggressori che sono riusciti a superare le difese aspecifiche.

Ci sono casi in cui, venendo meno il controllo omeostatico, la flogosi rappresenta un fenomeno altamente dannoso, come accade ad esempio nell’asma bronchiale, nella rettocolite ulcerosa e nell’artrite reumatoide (tipiche malattie infiammatorie).

La Medicina in questi casi prescrive FANS, cortisonici e antibiotici.

La Fitoterapia Medica, condividendo con la medicina ufficiale la visione diagnostica, eziopatogenetica e terapeutica, fa ricadere la scelta terapeutica anche sulle droghe vegetali. Ovviamente la composizione del prodotto fitoterapico deve avere una base scientifica integrata con studi che ne provino la sicurezza oltre che l’efficacia. Un requisito molto importante da considerare è l’efficacia del prodotto vegetale.

La determinazione dell’efficacia di una droga prevede l’impiego di animali di laboratorio sui quali si riproducano dei test biologici specifici per ogni azione farmacologica. Lo studio dell’efficacia di una droga è sempre più complesso di quello di un farmaco di sintesi. Quest’ultimo è ben noto da un punto di vista chimico e si può facilmente somministrare ad una ben definita dose. Al contrario la droga non sempre si conosce da un punto di vista chimico; inoltre l’incostanza della sua composizione e l’estrema diluizione dei principi attivi rendono difficile la definizione della dose da impiegare e di conseguenza il raggiungimento di una risposta positiva sul test biologico prescelto.

Un risultato sperimentale significativo, ottenuto con rigore scientifico, non è sempre indice dell’efficacia della droga sull’uomo. Per avere la certezza è necessaria l’indagine clinica, con studi terapeutici eseguiti sull’uomo. Tutto ciò a volte non consente di definire in modo soddisfacente l’ attività farmacologica della droga presa in esame e non permette di esprimere fino in fondo un giudizio sulla sua efficacia.

È da tenere presente poi il fatto che, nell’uomo, può aversi un effetto placebo; inoltre può verificarsi che una risposta terapeutica insorga nell’uomo solo dopo prolungati trattamenti.

La Psicologia Analogica considera il corpo come l’espressione visibile della coscienza, così ogni parte del corpo corrisponde ad un determinato contenuto psichico, ad un’emozione ed ad un determinato quadro di problemi. Per la psicologia analogica il “locus minoris resistentiae” è quell’organo che deve trasferire il processo di apprendimento sul piano fisico quando l’uomo non elabora consapevolmente il problema psichico corrispondente all’organo.

La persona che non è disponibile a portare a livello di coscienza i propri conflitti, a elaborarli e gradualmente a superarli, è destinata a vedere i conflitti scendere a livello materiale, rendendosi visibili sotto forma di infiammazione.

L’erboristeria attuale, appoggiandosi ai concetti della chimica farmaceutica, ha cercato di estrarre dalle piante quei composti che agiscono sulle distonie di un organo e gli ha classificati “principi attivi”, dimenticandosi che questi principi sono il risultato di un complesso lavorio di forze, le vere responsabili dei principi della pianta stessa. A queste forze, chiamate dai vecchi alchimisti con il termine ARCANA , si rivolge la Spagyria. Gli Arcana sono presenti nella linfa della pianta che, come il sangue nell’organismo umano, porta assieme al nutrimento, il complesso di cariche elettromagnetiche e le energie vitali che essa assorbe dal terreno e dall’ambiente esterno meteorico. Questi principi sono i prodigiosi artefici che agiscono sui vari biopsichismi del corpo umano oltrepassando la dimensione fisico-chimica dell’individuo.

Un prodotto si può definire spagyrico soltanto quando viene utilizzata la pianta fresca completa dei suoi succhi e dei suoi enzimi e, soprattutto, percorsa ancora dalle sue cariche elettromagnetiche che definiscono il fenomeno Vita. Il prodotto spagyrico è un prodotto vivo. È il risultato di una lunga, laboriosa, minuziosa e paziente manipolazione della pianta fresca, che va colta nel suo habitat naturale, dove essa trova le condizioni migliori per il suo sviluppo in sinergia con gli altri abitanti del luogo. È evidente, quindi, come il prodotto spagyrico rifiuti i prodotti provenienti dagli orti botanici e dalle monocolture che mirano ad una crescita forzata e fuori natura. Il processo di lavorazione deve essere tempestivo affinché la pianta, che dopo il raccolto vive ancora solo per poche ore, non perde la sua Energia Vitale ed i suoi succhi umorali che Van Helmont definì con il nome di Archeus.

Gli elementi ricongiunti dopo la purificazione si ricompongono in un unico individuo di natura, attraverso le varie dinamizzazioni e le lunazioni di riposo. È questo individuo purificato dal processo iniziatico alchimico che può produrre effetti di guarigione nelle degenerazioni che hanno la stessa signatura.

Fonti

  • Angelini A. “Elisir Spagyrici semplici”, Prontuario Alma, Milano Agosto 2003.
  • Bonsignore G.- Bellia V. Malattie dell’Apparato Respiratorio, McGgraw-Hill 1995.
  • Capasso F. Fitoterapia, ed. Springer- Verlag 2006.
  • Covelli -Frati, Patologia Generale e Fisiopatologia, Florio Edizioni Scientifiche IV ed. 1986; III ristampa 1993.
  • Dethlefsen T.- Dahlke R. Malattia e Destino, Edizione Mediterranee 2002.
  • Grasso L.- Praglia C. Biologia Umana, Edizioni Minerva Medica 1998.
  • Prontuario Alma, Laboratori Spagycici, Milano Luglio 1998.
  • Stefani-Conti-Vittori, Manuele di Medicina Spagyrica, Tecniche Nuove 2008.
  • Vernacchia L. Alkaest “Quintessenze Spagyriche”, Prontuario del Laboratorio Spagyrico, Viareggio.