Istituto Rudy Lanza - Alta formazione in Naturopatia

Istituto Rudy Lanza - Catalogo bibliografico delle tesi

Gli abstracts delle tesi in Naturopatia elaborate presso l'Istituto Rudy Lanza

Approccio naturopatico al mal di testa

Autore/autrice
Graziani Ilaria
Anno
2016
Numero
1675

Abstract

Il mal di testa mi affligge dall’età di dieci anni. Ricordo ancora la mia prima emicrania. Era una sera d’inverno. Ero seduta sul divano e aspettavo che mia madre mi chiamasse per cena. La nausea partì lenta e il dolore pulsante cominciò poco dopo a battere a destra. La voglia di rintanarsi al buio distesa sul letto. Da allora è stata fatta: questo male non mi ha più abbandonata.

Emicrania con e senza aura, nonché cefalea tensiva, mi accompagnano dal quell’età. Nel corso degli anni, ho cercato varie possibilità che potessero alleviare questo disturbo. L’approccio medico è stato notevolmente importante: mi sono rivolta prima ad un neuro-psichiatra esperto in emicrania e poi al Centro Cefalee di Padova. Ho eseguito una risonanza magnetica e una angio-risonanza magnetica, entrambi gli esami con esiti negativi. I due neurologi mi dissero che potevo continuare ad usare i comunissimi antidolorifici da banco, dal momento che con quelli riuscivo a gestire abbastanza bene il male. Affianco a questi, mi prescrissero alcuni antidepressivi che avrebbero dovuto ‘aiutarmi a rispondere meglio agli stimoli esterni e a diminuire la frequenza degli attacchi. Ambo le volte, pensai di provare a non prendere quei farmaci, ma di continuare ‘semplicemente’ con i banali antidolorifici da banco.

Presa dallo sconforto, più di una volta decisi di recarmi in erboristeria per vedere se esistesse una qualche ‘pozione magica’, un intruglio di erbe, che potesse aiutarmi a spazzare via quello che piano piano è diventato un male cronico. Ho incontrato diversi erboristi e tutti hanno avuto in comune una cosa: tutti mi dissero che non esistevano piante che potessero alleviare il mio male.

Ma come? Vuoi che la natura non abbia pensato a nulla? Qualche anno fa, presa da un interesse innato per la naturopatia, decisi di iscrivermi alla Scuola di Naturopatia Tradizionale presso l’Istituto Rudy Lanza. Ho seguito un ciclo di studi della durata di tre anni e ho avuto la possibilità di incontrare docenti meravigliosi e preparati. La cosa più bella è stata, per me, scoprire che il mio mal di testa poteva trovare giovamento e che esisteva un percorso che mi potesse aiutare a gestirlo in qualche modo.

Ora, dopo anni di abbattimento, sono riuscita a diminuire la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania e cefalea tensiva, con l’esito positivo che anche la mia schiavitù agli svariati farmaci da banco si è allentata di molto. Certo porto sempre con me ibuprofen e paracetamolo, ma davvero il loro uso è fortemente diminuito.

Data la mia esperienza e data la scarsa informazione sull’approccio naturopatico al mal di testa, ho pensato di cimentarmi in questo progetto, ovvero nella raccolta delle varie possibilità che la natura e la naturopatia ci offrono nel trattamento di questo disturbo. Non parlerò di rimedi sintomatici naturali in grado di curare e/o sconfiggere il mal di testa, due paroloni di cui troppo spesso s’abusa. Non proporrò una serie di piante che eliminano, come per magia, questo male (è vero che dobbiamo anche uscire dalla dinamica perversa che vede la malattia come il male da scacciare e il demone da esorcizzare!). Bensì, mi soffermerò sull’approccio naturopatico al mal di testa e sulle diverse possibilità che la naturopatia offre per riequilibrare quei delicati meccanismi che portano al suo sviluppo.

Ci auguriamo di poter offrire speranza a tutti coloro che soffrono di mal di testa e che sanno quanto sia difficile convivere con questo disturbo che, in molti casi, diventa invalidante. La medicina allopatica offre un ampio spettro di terapie farmacologiche attraverso cui si può gestire la cefalea. Le terapie mediche variano a seconda del tipo di cefalea, dell’intensità e della frequenza degli attacchi.

Non bisogna, però, sottovalutare che spesso può manifestarsi un’assuefazione alla terapia farmacologica e quindi è necessario, nel corso del tempo, un aggiustamento dello schema terapico, tuttavia con l’esito nefasto per il nostro organismo. Inoltre, spesso si assiste ad un effetto rebound del farmaco per cui si parla di cefalea da astinenza da farmaco. Per questo, secondo il mio parere, si capisce come sia necessario che una persona soggetta ad attacchi di cefalea, oltreché affidarsi alla terapia farmacologica, impari anzitutto ad adottare uno stile di vita maggiormente adeguato, in modo da sostenere il benessere psico-fisico e mantenere un equilibrio attraverso cui è possibile diminuire la frequenza e la gravità degli attacchi e la conseguente necessità di assunzione di farmaci. Questo procedimento porta anche ad un’altra grande consapevolezza: il mal di testa, così come ogni altra malattia, non è un male da sconfiggere, da spegnere, da smorzare. Il male e il dolore vanno ascoltati. Essi ci parlano e ci indicano la strada. La nostra strada. Ci dicono dove abbiamo sbagliato e dove stiamo ancora sbagliando. Occorre diventare amici del male, prenderlo per mano e farci guidare. Ma occorre anche, viceversa, imparare a guidarlo in un rapporto di muto scambio e in un procedimento che involve una nostra maturazione ed evoluzione. Dobbiamo per questo porci in ascolto di noi stessi e di quel male che ci urla, o che ci parla sottovoce. Dobbiamo imparare ad aprirci, senza paura, ad esso, imparando a conoscerlo, a conoscere la sua voce e i suoi perché. La sua voce è la nostra voce. I suoi perché sono i nostri perché. Ma ciò non è ancora sufficiente.

Occorre fare spazio dentro noi stessi a questa possibilità di apertura e ciò è molto difficile perché spesso si incontrano resistenze, muri, barriere, paure ataviche che vedono nel male il demone da esorcizzare. Quindi occorre imparare a fluire con la vita che si tinge di colori differenti, di sfumature contrastanti, fatte di colori chiari e luminosi, ma anche di colori scuri e ombrosi. Perché la vita è una danza continua, una danza estatica e creativa, ma anche una danza che spesso diventa moto distruttivo. La vita è un continuo fluire tra opposti e occorre aprirsi ad essi con umiltà. La vita è fatta di alte e basse maree.

Questo è il suo fluire.

Il male giunge a noi come un’opportunità preziosa e sta a noi coglierla, farla maturare e sbocciare nel cambiamento. Dopotutto non nasce il fiore di loto nel e dal fango? Mi piace concludere con quello che è un inno alla Vita scritto da Madre Teresa di Calcutta e che infonde in noi la voglia di abbracciare la sua potenza:

La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne una realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, conservala.

La vita è una ricchezza, conservala.

La vita è amore, godine.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La vita è un inno, cantalo.

La vita è una lotta, vivila.

La vita è una gioia, gustala.

La vita è una croce, abbracciala.

La vita è un’avventura, rischiala.

La vita è pace, costruiscila.

La vita è felicità, meritala.

La vita è vita, difendila.

Fonti

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  • Bondil A., Kaplan M., Mangiare meglio per vivere più a lungo, Tecniche Nuove, Milano: 2005.
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  • Campanini E., Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, Milano: 2006.
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  • Gulminelli B., Fiori di Bach: Come sceglierli, quando utilizzarli, Tecniche Nuove, Milano: 2004.
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  • Lowen Alexander, Arrendersi al corpo: Il processo dell’analisi bioenergetica, Casa Editrice Astrolabio, Roma: 1994.
  • Maggio C., 100 anni da giovane: I segreti per vivere a lungo in piena salute fisica e mentale,
  • Edizioni L’Età dell’Acquario, Torino: 2012.
  • Panigatti Rossella, I sintomi parlano, Tea Ed., Milano: 2003.
  • Rossi S., I fiori di Bach e il viaggio dell’Anima: Il settenario Floriterapico, Cleup Ed., Padova: 2015.
  • Santagà D., L’albero della Naturopatia, Editoriale Programma, Padova: 2012.
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